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28 August 2010 @ 12:07 am
Un'estate pericolosa - 9. Sia fatta la Sua Volontà  
A. Gentileschi, Giuditta che decapita Oloferne, 1612-13 (Napoli, Museo di Capodimonte)

 
Come ben saprete, lo scorso 28 luglio il parlamento catalano ha approvato una ILP (Iniziativa di Legge Popolare) che prevede, a partire dal 1 gennaio 2012, l'abolizione delle corride in tutta la regione. Questa notizia non solo non smuove di una virgola l'impianto di trama progettato per questa storia ma, come avrete modo di leggere proprio in questo capitolo, si inserisce tranquillamente all'interno di essa.

Warning:
Non per stomaci delicati

9

"Sia fatta la Sua volontà"


Perché l’amore non sa perdonare


Quella maledetta frase non smetteva di tormentarmi.
Era come se Manuel, nel pronunciarla, non avesse parlato solo del rapporto tra lui e Felipe, ma anche di me, della mia vita, di tutte quelle piccole crepe che facevo finta di non vedere.
Sono sempre stato convinto di non averlo mai conosciuto sul serio, l’amore, forse perché ho sempre accettato per vera l’immagine stereotipata che se ne dà.
Un sentimento violentissimo in grado di spazzare via tutto il resto … e se non fosse così?
Siamo davvero certi che sia fuoco e non, magari, acqua?
Mentre il taxi scivolava pigro tra le vie affollate di Madrid mi convinsi che, ad esempio, su di me l’amore aveva agito come un fiume che avevo piegato alla mia ambizione.
L’avevo costretto nel solco dell’amicizia sin dai tempi del liceo, quando Diego, che a differenza di me che progettavo castelli in aria ha sempre preferito abbattere muri, mi aveva insegnato che era molto meglio assecondare gli impulsi del corpo, anziché perdere tempo a capirli e spiegarli.
Nati negli anni ruggenti della movida ci ritrovammo a condividere l’adolescenza con la città in cui vivevamo, dove tutto ci sembrò permesso, e tutto ci permettemmo di provare.
Madrid cambiava e i nostri genitori si rassegnavano a vederci cambiare con lei, convinti che, in fondo, l’abisso culturale che ci separava fosse soltanto un bene.
Ma tutto questo ribellarsi, che a noi appariva così straordinariamente rivoluzionario, avvenne nel recinto protetto di un’amicizia nata quando i primi baci scambiati erano dati più per curiosità che per passione.
Io e Diego siamo sempre stati fieri di essere diversi dagli altri: più sognatori, più determinati, più uniti.
Un duo invincibile e inossidabile, come quello di certi fumetti, un microcosmo autosufficiente alimentato da un istintivo e reciproco senso di protezione.
 


(Prosegue qui e qui)